Che università fare per diventare giornalista: cosa conta davvero

Per diventare giornalista in Italia non è obbligatoria una laurea specifica: lo confermano le FAQ del Consiglio nazionale dell’Ordine. L’iscrizione come pubblicista dipende dall’attività retribuita, quella come professionista dal praticantato e dall’esame. La laurea conta però in pratica: le scuole di giornalismo riconosciute la richiedono per l’ammissione e le redazioni cercano competenze specialistiche. Qui vediamo quali percorsi aiutano di più.

Trovi un confronto tra i corsi di laurea più scelti, i master e le scuole riconosciute, cosa fare durante gli studi per arrivare preparato e come costruire i primi articoli già all’università.

Come diventare giornalista

In sintesi

  • Laurea obbligatoria?: no, per legge
  • Scuole riconosciute: di norma richiedono la laurea per l’ammissione
  • Lauree frequenti: scienze della comunicazione, lettere, scienze politiche, giurisprudenza, economia
  • Cosa pesa di più: scrivere e pubblicare già durante gli studi
  • Alternativa: iscrizione come pubblicista con due anni di collaborazioni retribuite

Cosa dice la legge e cosa dice la pratica

La legge 69/1963 non lega la professione a un titolo di studio, ma il mercato e le scuole fanno le loro scelte.

Per legge

Per i pubblicisti serve attività giornalistica non occasionale e retribuita per due anni; per i professionisti il praticantato, il corso di formazione e l’esame di idoneità. Nessuna di queste strade richiede una laurea. Lo ribadiscono le FAQ sull’iscrizione all’albo del Consiglio nazionale.

In pratica

Le scuole di giornalismo riconosciute selezionano quasi sempre laureati. Molte redazioni e uffici stampa chiedono una laurea nei bandi e nelle offerte di collaborazione. E una formazione specialistica, ad esempio in economia, diritto o scienze, rende più facile trovare uno spazio.

I corsi di laurea più scelti a confronto

Non esiste la laurea «giusta»: ognuna apre porte diverse.

Corso di laureaPunti di forzaAttenzione a
Scienze della comunicazioneteoria dei media, laboratori di scrittura e produzione, stage in redazionimolti laureati, differenziati con una specializzazione
Lettere, filosofia, storiascrittura, analisi delle fonti, cultura generale ampiaintegra con competenze digitali e dati
Scienze politiche, relazioni internazionalipolitica, esteri, istituzioni, linguecerca presto esperienze pratiche di scrittura
Giurisprudenzacronaca giudiziaria, diritto dell’informazione, inchiestepercorso lungo, ma molto richiesto nelle redazioni
Economiagiornalismo economico e finanziario, dati e bilancisviluppa uno stile chiaro per un pubblico non tecnico
Lauree scientifiche e medichegiornalismo scientifico, salute, ambiente, tecnologiacompetenze rare e molto cercate dalle testate
Linguecorrispondenze dall’estero, testate internazionaliabbina un ambito tematico preciso

Indicazioni generali, non requisiti di legge. Verifica i bandi delle scuole riconosciute e le richieste delle testate che ti interessano.

Dopo la laurea: scuole riconosciute e master

Il biennio in una scuola riconosciuta dall’Ordine vale come praticantato e porta all’esame di idoneità.

Le scuole riconosciute

L’Ordine riconosce 11 scuole e master, legati a università e fondazioni. Il biennio sostituisce il praticantato e include la formazione obbligatoria; l’ammissione è a numero chiuso e di norma richiede la laurea.

Master non riconosciuti

Possono dare competenze utili, ma non valgono come praticantato e non danno accesso all’esame. Prima di iscriverti verifica se il corso compare nell’elenco ufficiale dell’Ordine.

Costi e tempi

Rette, alloggio e due anni a tempo pieno pesano sul bilancio. Informati su borse di studio e riduzioni e confronta i risultati degli ex allievi.

Cosa fare durante gli studi

Le competenze che le redazioni cercano si costruiscono fuori dall’aula.

1

Scrivi da subito

Testata universitaria, radio d’ateneo, blog di facoltà o collaborazioni con testate locali: pubblicare con regolarità vale più di qualsiasi voto.

2

Specializzati

Scegli un tema legato al tuo corso di studi e seguilo con costanza: diventerai la persona a cui le redazioni pensano quando serve quell’argomento.

3

Impara gli strumenti

Fogli di calcolo e dati, montaggio audio e video di base, gestione di un sito, inglese: competenze pratiche che accorciano la strada verso le prime collaborazioni.

4

Cerca stage e contatti

Tirocini curricolari in redazioni e uffici stampa, incontri con giornalisti, premi per giovani: ogni contatto può diventare una collaborazione.

Senza laurea: le strade possibili

Chi non ha una laurea può comunque diventare giornalista.

Pubblicista

Due anni di collaborazioni retribuite con testate registrate, anche online, portano all’iscrizione come pubblicista senza alcun titolo di studio. È la strada più comune per chi inizia da adulto o accanto a un altro lavoro.

Praticantato in redazione

Un contratto da praticante in una testata apre il percorso verso il professionismo anche senza laurea, ma i posti sono pochi e molto richiesti. Il riconoscimento d’ufficio della pratica è possibile per chi ha lavorato di fatto come giornalista.

E la tessera AIGI per chi studia?

Per gli studenti maggiorenni che pubblicano con regolarità esiste una tessera stampa privata.

La tessera AIGI documenta un’attività informativa regolare e aiuta a presentarsi a uffici stampa e organizzatori, ad esempio per chiedere un’intervista o un accredito a un evento universitario. Non ha nulla a che fare con l’università e con l’Ordine: non dà il titolo di giornalista, non vale per l’iscrizione all’albo e non garantisce accrediti. Per gli studenti che scrivono già durante gli studi può essere un documento utile; chi non pubblica ancora farebbe meglio ad aspettare. Dettagli nella pagina tessera stampa per studenti.

Triennale, magistrale o master: quando scegliere cosa

Il percorso universitario si può costruire in tappe, con scelte diverse a ogni passaggio.

Laurea triennale

Scegli un ambito che ti interessa davvero e usa i tre anni per iniziare a scrivere. Una triennale in un campo specialistico vale spesso più di una triennale «generica» sulla comunicazione.

Laurea magistrale

Può approfondire il tuo tema (economia, diritto, scienze) o avvicinarti al giornalismo con corsi in editoria e media. Molte scuole riconosciute accettano anche laureati triennali: controlla i bandi.

Scuola riconosciuta o master

Dopo la laurea, il biennio in una scuola riconosciuta porta all’esame. Un master non riconosciuto resta formazione aggiuntiva, senza effetti per l’Ordine.

Tre errori comuni nella scelta

Chi vuole fare il giornalista commette spesso gli stessi passi falsi all’università.

Rimandare la scrittura

Aspettare la laurea per iniziare a pubblicare significa perdere anni preziosi. Le collaborazioni retribuite durante gli studi contano già per l’iscrizione come pubblicista.

Scegliere solo per il nome del corso

«Giornalismo» nel titolo di un corso non garantisce sbocchi. Guarda piano di studi, laboratori, stage e dove lavorano i laureati.

Ignorare lingue e dati

Inglese e competenze di base sui dati aprono più porte di molti esami teorici: investi tempo in entrambi.

Domande frequenti

No, per legge no. Serve però quasi sempre per entrare nelle scuole di giornalismo riconosciute ed è spesso richiesta dalle redazioni.

Non esiste una graduatoria ufficiale. Contano il percorso che ti interessa, le occasioni di scrivere durante gli studi e, dopo la laurea, l’eventuale accesso a una scuola riconosciuta.

È una scelta coerente, con laboratori e stage utili. Molti giornalisti vengono però da lettere, scienze politiche, giurisprudenza, economia o discipline scientifiche: la specializzazione tematica conta molto.

Solo se è tra le scuole e i master riconosciuti dall’Ordine. Gli altri master possono essere utili, ma non danno accesso all’esame.

Sì, come pubblicista, con due anni di collaborazioni retribuite documentate. Non ci sono limiti massimi di età per l’iscrizione all’Ordine.

No. È un documento privato per chi già pubblica con regolarità; non ha valore per l’università, per le scuole riconosciute o per l’iscrizione all’albo.

Una laurea telematica riconosciuta vale come qualsiasi altra laurea: per l’Ordine non è comunque un requisito. Conta ciò che pubblichi e, per le scuole riconosciute, i criteri dei singoli bandi.

Indicativamente due anni di scuola riconosciuta o 18 mesi di praticantato, più i tempi dell’esame e dell’iscrizione: in genere tra due e tre anni dopo la laurea. Come pubblicista, invece, contano i due anni di collaborazioni retribuite, anche iniziati durante gli studi.

No. Per la tessera AIGI contano la maggiore età e un’attività informativa regolare, verificata prima della stampa. Il titolo di studio non è un requisito.

Approfondimenti

Come diventare giornalista

Percorsi, competenze e primi passi per iniziare.

Scuole di giornalismo riconosciute

L’elenco e come funzionano ammissione, biennio ed esame.

Tessera stampa per studenti

Cosa conta per chi scrive già durante gli studi.

Studi e pubblichi già con regolarità? La tessera AIGI è una tessera stampa privata verificata per maggiorenni: 95 € per 12 mesi, senza quota associativa. Non è il tesserino dell’Ordine e non dà il titolo di giornalista.