Scuole di giornalismo riconosciute in Italia: elenco e come funzionano

L’Ordine dei giornalisti riconosce undici scuole e master di giornalismo il cui biennio vale come praticantato: si trovano a Bari, Bologna, Milano (tre), Napoli, Perugia, Roma (due), Torino e Urbino. Al termine si accede all’esame di idoneità professionale per diventare giornalista professionista.

Le scuole riconosciute sono una delle due strade verso il professionismo, insieme al praticantato in redazione. Qui trovi l’elenco aggiornato secondo l’Ordine, come funzionano, a chi convengono e quali alternative esistono.

L’elenco

In sintesi

  • Scuole riconosciute: 11 (elenco CNOG, ottobre 2025)
  • Durata: biennio
  • Valore: sostituisce il praticantato
  • Dopo: esame di idoneità professionale
  • Ammissione: di norma per selezione

L’elenco delle scuole riconosciute

Scuola o masterCittà
Master in giornalismo dell’Università di BariBari
Master in giornalismo dell’Università di BolognaBologna
Master in giornalismo dell’Università CattolicaMilano
Master in giornalismo IULMMilano
Scuola di giornalismo «Walter Tobagi», Università degli Studi di MilanoMilano
Master in giornalismo dell’Università Suor Orsola BenincasaNapoli
Centro Italiano di Studi Superiori per la formazione e l’aggiornamento in giornalismo radiotelevisivoPerugia
Master in giornalismo LUMSARoma
Scuola di giornalismo «Massimo Baldini», LUISSRoma
Master in giornalismo «Giorgio Bocca»Torino
Istituto per la formazione al giornalismoUrbino

Fonte: Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, pagina «Scuole di giornalismo» (stato 15.10.2025, consultata il 04.10.2026). Bandi, costi e requisiti di ammissione sono pubblicati da ciascuna scuola.

Come funzionano le scuole riconosciute

Il biennio

Le scuole riconosciute dall’Ordine offrono un percorso di due anni che alterna lezioni, laboratori di redazione e stage presso testate. Il biennio vale come praticantato: invece di 18 mesi in una redazione, lo studente svolge la pratica nella scuola. Le FAQ del Consiglio nazionale indicano questa strada come alternativa al praticantato con corso di formazione.

Ammissione

L’accesso avviene di norma tramite selezione: prove scritte, colloqui, a volte requisiti di laurea. Molte scuole sono master universitari post-laurea. Rette, borse di studio e calendari variano molto: consulta sempre il bando della scuola che ti interessa.

Dopo la scuola: l’esame di idoneità

Le prove

L’esame si svolge a Roma davanti a una commissione di giornalisti e magistrati, con prove scritte (sintesi, questionario, articolo) e un colloquio orale. Le sessioni sono di norma due l’anno.

Dopo l’esame

Superato l’esame ci si iscrive all’elenco dei professionisti dell’Ordine regionale. Da quel momento valgono quote annuali, formazione continua e regole deontologiche. Dettagli: giornalista professionista.

A chi conviene una scuola

Vantaggi

  • Formazione intensiva e strutturata
  • Stage in redazioni e rete di contatti
  • Percorso definito verso l’esame
  • Preparazione su deontologia e diritto

Da considerare

  • Selezione competitiva
  • Costi e tempo pieno per due anni
  • Spesso richiesta una laurea
  • Non garantisce un lavoro dopo il diploma

Le alternative alla scuola

Praticantato in redazione

18 mesi in una testata con corso di formazione, poi esame.

Praticantato

Pubblicista

Due anni di collaborazioni retribuite, senza esame. È compatibile con studio o lavoro.

Pubblicista

Corsi non riconosciuti

Utili per imparare, ma non valgono come praticantato. Verifica sempre lo stato di riconoscimento.

Prima di candidarti: costruisci un portfolio

Le commissioni di ammissione guardano con interesse a chi ha già esperienza: articoli pubblicati, giornali universitari, radio, collaborazioni con testate locali. Iniziare a scrivere prima di entrare in una scuola è il modo migliore per capire se il giornalismo fa per te e per presentarti con argomenti concreti. Per chi è all’università: giornalismo durante gli studi.

Come scegliere la scuola giusta

Tutte le scuole riconosciute portano all’esame di idoneità, ma differiscono molto per impostazione, contatti e costi.

Indirizzo e specializzazioni

Alcune scuole puntano sulla carta stampata e il digitale, altre su radio, televisione o giornalismo dei dati. Leggete il piano didattico e guardate i lavori pubblicati dagli allievi negli ultimi anni.

Rete di redazioni

Gli stage sono una parte decisiva del biennio. Chiedete in quali redazioni sono stati inseriti gli allievi e quante collaborazioni sono proseguite dopo la scuola.

Sede e costi complessivi

Oltre alla retta considerate affitto, trasporti e mesi senza reddito. Una scuola nella vostra città può ridurre di molto il costo reale del percorso.

Esiti degli ex allievi

Chiedete alla scuola dati sugli esiti dell’esame e sugli sbocchi professionali, e parlate con ex allievi. Le esperienze dirette dicono più di qualsiasi brochure.

Prepararsi alla selezione

Le selezioni sono a numero chiuso: una preparazione mirata fa la differenza.

Attualità e cultura generale

Leggete ogni giorno più testate, nazionali e locali, e seguite i grandi temi di politica, economia, esteri e cronaca. Molte prove verificano proprio la conoscenza dell’attualità.

Scrittura sotto pressione

Esercitatevi a scrivere articoli completi in tempi stretti, partendo da un comunicato o da una notizia breve. Curate titolo, attacco e struttura, e rileggete per eliminare errori.

Colloquio e motivazione

Preparatevi a spiegare perché volete fare questo mestiere, quali temi vi interessano e cosa avete già pubblicato. Portate esempi concreti del vostro lavoro.

Il biennio in pratica

Due anni intensi, che somigliano più a una redazione che a un corso universitario.

Lezioni e laboratori

Accanto alle lezioni di diritto, deontologia ed economia dei media, gran parte del tempo è dedicata alla produzione di articoli, servizi audio e video.

La testata della scuola

Molte scuole hanno una testata registrata su cui gli allievi pubblicano regolarmente: è un ottimo banco di prova e la base del vostro portfolio.

Stage in redazione

Gli stage permettono di lavorare accanto a giornalisti esperti e di farsi conoscere. Affrontateli come un periodo di prova: puntualità, iniziativa e affidabilità contano quanto il talento.

Finanziare il percorso

Il costo non deve essere un ostacolo insormontabile: esistono diverse possibilità da verificare.

Borse di studio

Molte scuole, università, fondazioni ed enti regionali offrono borse di studio o riduzioni della retta, spesso legate al merito o al reddito. Informatevi presto: le scadenze sono di solito vicine a quelle delle selezioni.

Altre soluzioni

Prestiti per lo studio, rateizzazioni della retta e piccole collaborazioni compatibili con il calendario della scuola possono aiutare a sostenere le spese. Valutate con attenzione l’impegno economico complessivo prima di iscrivervi.

Dopo la scuola: i primi passi nel lavoro

Superato l’esame inizia la parte più difficile: trovare spazio nelle redazioni.

Coltivare i contatti

Restate in contatto con i giornalisti conosciuti durante gli stage e proponete idee concrete. Molte prime collaborazioni nascono da un rapporto di fiducia costruito durante la scuola.

Specializzarsi

Un ambito preciso, come giustizia, sanità, ambiente, dati o esteri, vi rende riconoscibili. Continuate a pubblicare su quel tema anche quando lavorate su altro.

Valutare il lavoro autonomo

Molti neo professionisti iniziano come freelance. Organizzate presto gli aspetti pratici: partita IVA o altre forme di fatturazione, previdenza, assicurazione e un portfolio aggiornato.

Domande frequenti

Secondo l’elenco del Consiglio nazionale dell’Ordine (ottobre 2025) sono undici.

Sì, il biennio in una scuola riconosciuta vale come praticantato e consente di accedere all’esame di idoneità professionale.

Molte scuole sono master post-laurea e la richiedono; verifica il bando di ciascuna.

Le rette variano per scuola; molte offrono borse di studio. Consulta i bandi ufficiali.

Solo se la scuola è nell’elenco dei riconosciuti. Gli altri corsi possono essere utili ma non valgono come praticantato.

Si diventa professionisti dopo aver superato l’esame di idoneità e con l’iscrizione all’Ordine.

È difficile: il biennio prevede frequenza obbligatoria e stage a tempo pieno. Chi deve lavorare valuti anche la strada del praticantato in redazione o l’iscrizione come pubblicista.

No. La scuola dà formazione, contatti e l’accesso all’esame di idoneità, ma il lavoro dipende dal mercato e dall’impegno personale.

I requisiti, compreso l’eventuale limite di età, sono stabiliti nei bandi delle singole scuole. Leggete sempre il bando aggiornato prima di candidarvi.

Le scuole riconosciute dall’Ordine sono gestite da università, fondazioni ed enti diversi, con rette e modalità di ammissione differenti. Il riconoscimento riguarda il percorso formativo, non la natura dell’ente.

La formazione è spendibile ovunque, ma l’iscrizione all’Ordine vale per l’Italia. All’estero contano le regole del Paese e soprattutto le competenze linguistiche e il portfolio.

I bandi escono di solito diversi mesi prima dell’inizio del biennio e le selezioni si svolgono in più fasi. Seguite i siti delle scuole già dall’anno precedente e preparate per tempo documenti, portfolio e lettera di motivazione.

Può offrire competenze utili, ma non sostituisce il praticantato e non dà accesso all’esame di idoneità. Prima di iscrivervi verificate se il corso compare nell’elenco delle scuole riconosciute dall’Ordine.

In genere sì: molti candidati vengono ammessi al secondo tentativo. Nel frattempo continuate a scrivere e pubblicare, così arriverete alla nuova selezione con un portfolio più forte.

Approfondimenti

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Come diventare giornalista

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