Praticantato giornalistico: come funziona e come si arriva all’esame

Il praticantato è il periodo di pratica obbligatorio per diventare giornalista professionista: almeno 18 mesi in una redazione di quotidiano, agenzia nazionale, testata radiotelevisiva o periodico, con iscrizione al registro dei praticanti dai 18 anni su dichiarazione del direttore (legge 69/1963, artt. 33–34). Secondo l’Ordine va affiancato da un corso di formazione di almeno 45 ore; poi si sostiene l’esame di idoneità.

Qui trovi come si inizia il praticantato, cosa fa un praticante, come funziona il riconoscimento per i freelance, cosa succede al termine e come si prepara l’esame.

Come si inizia

In sintesi

  • Durata: almeno 18 mesi
  • Età per il registro: 18 anni
  • Dove: quotidiano, agenzia, radio/TV, periodico
  • Formazione: corso di almeno 45 ore (CNOG)
  • Alternativa: biennio in scuola riconosciuta

Come si inizia il praticantato

La dichiarazione del direttore

Il praticantato in redazione inizia con la dichiarazione del direttore della testata, che attesta l’avvio della pratica giornalistica. Con questa dichiarazione si chiede l’iscrizione al registro dei praticanti presso l’Ordine regionale. La legge richiede almeno 18 anni per l’iscrizione al registro.

Dove si svolge

La legge 69/1963 indica come luoghi della pratica i quotidiani, le agenzie di stampa a diffusione nazionale, le testate radiotelevisive e i periodici. In concreto il praticante lavora in redazione sotto la responsabilità del direttore, imparando tutte le fasi del lavoro giornalistico.

Cosa fa un praticante

In redazione

Scrive articoli, verifica fonti, partecipa alle riunioni, impara titolazione, impaginazione e gestione dei contenuti online.

Sul campo

Segue conferenze stampa, cronaca, eventi, impara a lavorare con fonti, uffici stampa e forze dell’ordine.

In formazione

Frequenta il corso di formazione previsto, approfondendo deontologia, diritto dell’informazione e tecniche professionali.

Praticantato per freelance e riconoscimento d’ufficio

Non tutti i giornalisti hanno la possibilità di essere assunti come praticanti. Gli Ordini regionali prevedono procedure per il riconoscimento del praticantato svolto in forma autonoma, a condizioni precise documentate: continuità, quantità e qualità del lavoro, compensi. L’Ordine del Lazio, per esempio, indica nelle sue domande frequenti come richiedere la dichiarazione per praticanti freelance o riconosciuti d’ufficio. Rivolgiti al tuo Ordine regionale per conoscere i requisiti.

L’alternativa: le scuole riconosciute

Il biennio vale come pratica

Le undici scuole e master riconosciuti dall’Ordine offrono un biennio che sostituisce il praticantato in redazione. Combinano lezioni, laboratori e stage.

Elenco delle scuole

Quale scegliere

La redazione dà esperienza concreta e spesso uno stipendio; la scuola dà una formazione strutturata, ma con selezione e costi. Molti scelgono in base alle opportunità reali che hanno.

Al termine: l’esame di idoneità professionale

Le prove

  • Sintesi di un testo fino a 1.800 battute
  • Questionario
  • Articolo fino a 2.700 battute
  • Colloquio orale di 10–40 minuti

L’esame si svolge a Roma davanti a cinque giornalisti e due magistrati.

144ª sessione

Domande entro l’8 settembre 2026, prove scritte il 27 ottobre 2026, tassa d’esame di 150 euro (50 euro per chi ripete), accesso con SPID o CIE. Le sessioni si tengono di norma in primavera e in autunno.

Giornalista professionista

Consigli per i praticanti

  • Conserva copia di tutti i lavori pubblicati, con date
  • Chiedi al direttore attestazioni puntuali delle attività svolte
  • Studia deontologia e diritto dell’informazione fin dall’inizio
  • Rispetta le regole su privacy e diritto all’immagine: valgono già da praticante
  • Informati sulla tua posizione contrattuale e previdenziale

Documenti e organizzazione

Il praticantato è anche un percorso amministrativo: tenere tutto in ordine evita ritardi.

Domanda all’Ordine regionale

L’iscrizione al registro dei praticanti si chiede all’Ordine della regione in cui si svolge la pratica, con i documenti indicati sul suo sito. Controllate moduli, marche da bollo e tasse aggiornati prima di presentare la domanda.

Archivio dei lavori

Conservate copia di articoli, servizi e prodotti realizzati, con data e testata. Un archivio completo è utile per il riconoscimento della pratica e per prepararvi all’esame.

Formazione obbligatoria

Annotate i corsi frequentati e conservate gli attestati. La formazione prevista per i praticanti è una condizione per accedere all’esame di idoneità professionale.

Diritti e tutele del praticante

Il praticante è un giornalista in formazione, non un collaboratore senza tutele.

Il contratto

Chi svolge la pratica come dipendente di una testata rientra di norma nel contratto di lavoro giornalistico applicato dall’editore. Leggete con attenzione inquadramento, orario e retribuzione prima di firmare.

Il ruolo del direttore

Il direttore dichiara l’inizio e la fine della pratica e ne attesta lo svolgimento. Mantenete un rapporto chiaro con lui o con il caporedattore che vi segue, e chiedete riscontri regolari sul vostro lavoro.

Sindacato e Ordine

In caso di dubbi su contratto, compenso o riconoscimento della pratica potete rivolgervi all’Ordine regionale e alle associazioni sindacali dei giornalisti, che offrono informazioni e assistenza.

Quando qualcosa va storto

Imprevisti durante la pratica sono frequenti: ecco come affrontare i più comuni.

La testata chiude

Se la redazione chiude o cambia proprietà, chiedete subito una dichiarazione del periodo svolto e informatevi presso l’Ordine su come proseguire la pratica in un’altra testata.

Il direttore non firma

Se avete lavorato come giornalisti senza ottenere la dichiarazione di pratica, valutate la richiesta di riconoscimento d’ufficio, documentando con precisione l’attività svolta.

Lavoro non giornalistico

Mansioni di segreteria, marketing o comunicazione aziendale non valgono come pratica. Se vi vengono assegnati soprattutto compiti di questo tipo, parlatene con il direttore e con l’Ordine.

Prepararsi all’esame durante la pratica

Chi studia con continuità arriva all’esame più sereno.

Studio costante

Diritto pubblico e penale, deontologia, legislazione sulla stampa ed economia dei media sono materie tipiche delle prove. Dedicate allo studio qualche ora ogni settimana, senza aspettare gli ultimi mesi.

Simulazioni

Esercitatevi con tracce delle sessioni precedenti e con articoli scritti in tempi stretti. Fatevi correggere da colleghi più esperti e lavorate sui punti deboli.

Una giornata tipo in redazione

Ogni testata ha i suoi ritmi, ma alcune tappe si ripetono quasi ovunque.

La riunione del mattino

Si discutono le notizie del giorno e si distribuiscono i compiti. Arrivate con due o tre proposte concrete: è il modo migliore per ottenere pezzi più interessanti.

Ricerca e verifiche

Telefonate, documenti, agenzie e fonti locali: gran parte del lavoro avviene prima di scrivere. Imparate a verificare ogni informazione e a tenere traccia delle fonti.

Scrittura e revisione

Il pezzo passa dal caporedattore o dal desk, che può chiedere modifiche. Accettate le correzioni come parte della formazione e chiedete spiegazioni quando non sono chiare.

Chiusura e aggiornamenti

Nelle redazioni online il lavoro non finisce con la pubblicazione: titoli, aggiornamenti e social richiedono attenzione fino a sera. Organizzatevi per non perdere la concentrazione.

Errori da evitare durante la pratica

Piccoli errori possono rallentare il riconoscimento o compromettere la fiducia della redazione.

Non documentare

Senza copie dei lavori e senza date certe è difficile dimostrare l’attività svolta. Archiviate ogni mese ciò che avete prodotto.

Sottovalutare la deontologia

Errori su privacy, minori o rettifiche pesano anche su un praticante. Studiate le regole deontologiche fin dalle prime settimane.

Restare isolati

Confrontatevi con altri praticanti e con colleghi esperti: scambiarsi consigli su esame, contratti e redazioni aiuta a evitare passi falsi.

Domande frequenti

Almeno 18 mesi secondo la legge 69/1963.

L’iscrizione al registro dei praticanti è possibile dai 18 anni.

Dipende dal rapporto con la testata e dal contratto applicato; informati prima di iniziare.

Gli Ordini prevedono il riconoscimento del praticantato svolto in forma autonoma, a condizioni precise. Chiedi al tuo Ordine.

Secondo le FAQ del Consiglio nazionale, al praticantato si affianca un corso di formazione di almeno 45 ore.

Si sostiene l’esame di idoneità professionale a Roma; superato l’esame ci si iscrive all’elenco dei professionisti.

La pratica richiede un’attività giornalistica effettiva e continuativa per il periodo previsto. Le modalità concrete e i casi particolari vanno verificati con l’Ordine regionale competente.

Sì, i periodi svolti presso testate diverse possono di norma sommarsi, purché siano documentati correttamente. Comunicate sempre all’Ordine i cambiamenti.

L’esame può essere ripetuto nelle sessioni successive. Nel frattempo si può continuare a lavorare secondo le regole previste per i praticanti; informatevi presso l’Ordine sulla vostra situazione.

Sì, di norma i praticanti firmano i propri lavori secondo le regole della testata. La firma contribuisce a documentare l’attività svolta durante la pratica.

Non è un requisito di legge, ma in molte redazioni locali spostarsi in autonomia è molto utile. Chiedete fin dal colloquio come vengono gestiti trasferte e rimborsi.

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