Fotografare beni culturali in Italia: musei, monumenti e regole per la stampa

Per i beni culturali pubblici il Codice dei beni culturali (d.lgs. 42/2004, art. 108) consente la riproduzione libera senza scopo di lucro per studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, purché senza contatto con il bene, senza fonti di luce e, nei luoghi della cultura, senza treppiedi. Per usi con scopo di lucro può essere richiesta un’autorizzazione con canone.

In Italia, con un patrimonio culturale immenso, sapere cosa si può fotografare e pubblicare è essenziale per chi fa informazione. Questa guida riassume la norma, la distinzione tra uso libero e uso commerciale e come comportarsi in musei, chiese e siti archeologici. Le informazioni non sostituiscono una consulenza legale.

La norma

In sintesi

  • Norma: d.lgs. 42/2004, art. 108
  • Uso libero: senza scopo di lucro, anche per libera manifestazione del pensiero
  • Condizioni: niente contatto, niente luci, niente treppiedi nei luoghi della cultura
  • Uso commerciale: autorizzazione ed eventuale canone
  • Persone ritratte: valgono le regole sul ritratto

Cosa dice l’articolo 108 del Codice dei beni culturali

Riproduzioni gratuite

Il comma 3 dell’articolo 108 prevede che non sia dovuto alcun canone per le riproduzioni richieste o eseguite da privati per uso personale o per motivi di studio, o da soggetti pubblici o privati per finalità di valorizzazione senza scopo di lucro.

Libere riproduzioni

Il comma 3-bis, introdotto nel 2014, considera libere le attività svolte senza scopo di lucro per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa e promozione della conoscenza del patrimonio culturale, a condizione che non comportino contatto fisico con il bene, uso di fonti luminose né, all’interno degli istituti della cultura, uso di stativi o treppiedi.

Fotografia giornalistica e uso commerciale

Il punto delicato

La libera manifestazione del pensiero comprende l’informazione. Ma molte testate sono imprese con scopo di lucro, e la distinzione tra uso informativo e commerciale non è sempre netta. Per servizi realizzati per una testata, soprattutto se le immagini dei beni sono il cuore del servizio, è prudente contattare l’ente che ha in consegna il bene.

Uso chiaramente commerciale

Pubblicità, merchandising, copertine di prodotti, cataloghi a pagamento: in questi casi la riproduzione di beni culturali pubblici può richiedere una concessione e il pagamento di un canone all’amministrazione competente. Rivolgiti all’ufficio che gestisce i diritti di riproduzione del museo o del sito.

In pratica: musei, chiese, siti archeologici

Musei statali

Le regole interne indicano cosa si può fotografare, spesso senza flash e senza treppiede. Per servizi giornalistici contatta l’ufficio stampa: esistono procedure per i media.

Chiese e luoghi di culto

Valgono anche le regole dell’ente proprietario o gestore, spesso religioso. Rispetta celebrazioni e fedeli; chiedi sempre prima di fotografare durante le funzioni.

Siti all’aperto

Nei siti archeologici e nei parchi valgono i regolamenti dell’ente. Droni e attrezzature professionali possono richiedere autorizzazioni specifiche.

Quando nelle foto ci sono persone

Se nell’immagine compaiono persone riconoscibili, oltre alle regole sui beni culturali valgono quelle sul ritratto: la legge 633/1941 richiede il consenso per esporre o diffondere il ritratto di una persona, salvo eccezioni come i fatti di interesse pubblico o avvenuti in pubblico, e mai se l’immagine lede onore, reputazione o decoro. Approfondimento: diritto all’immagine.

Ingresso nei musei per chi fa informazione

Gratuità per gli iscritti all’Ordine

Con la circolare n. 113 del 2025 il Ministero della Cultura ha previsto l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali per i giornalisti che esibiscono la tessera dell’Ordine, per un triennio. La tessera AIGI non dà questo diritto.

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Servizi su richiesta

Per riprese o servizi fotografici l’ufficio stampa del museo può concordare orari, spazi e condizioni. È la via corretta anche per chi non è iscritto all’Ordine: presentati con la testata e una lettera d’incarico.

Accredito stampa

Checklist prima di fotografare

  • Uso senza scopo di lucro o commerciale?
  • Niente contatto con il bene, niente luci, niente treppiedi nei musei
  • Regolamento interno del luogo letto e rispettato
  • Persone riconoscibili: eccezione dell’art. 97 o consenso
  • Servizio per una testata: ufficio stampa contattato

Musei non statali, fondazioni e mostre

L’articolo 108 riguarda i beni in consegna allo Stato e alle amministrazioni pubbliche: altrove contano soprattutto i regolamenti del gestore.

Musei civici e regionali

Comuni e regioni adottano spesso regolamenti propri sulle riprese. Consultate il sito del museo o chiedete all’ufficio stampa prima della visita, soprattutto se prevedete di pubblicare le foto.

Fondazioni e collezioni private

Nei musei privati decide il proprietario: può vietare del tutto le riprese, consentirle solo per uso personale o chiedere un accordo per la pubblicazione.

Mostre temporanee

Le opere in prestito sono spesso soggette a condizioni stabilite dai prestatori. Anche dove si può fotografare la sala, alcune opere possono essere escluse: cercate i cartelli e chiedete al personale.

Arte contemporanea e architettura

Oltre al Codice dei beni culturali può entrare in gioco il diritto d’autore.

Opere ancora protette

Le opere di autori viventi o scomparsi da meno di settant’anni sono tutelate dalla legge sul diritto d’autore. Fotografarle è una cosa, pubblicarle in modo autonomo e ripetuto un’altra: in quel caso può servire l’autorizzazione dell’autore o degli eredi.

L’eccezione di cronaca

La legge consente di riprodurre opere protette utilizzate in occasione di avvenimenti di attualità, ai fini della cronaca e nei limiti dello scopo informativo (art. 65, comma 2, legge 633/1941). Una mostra raccontata come notizia rientra di solito in questo ambito.

Edifici e spazi urbani

In Italia non esiste una norma generale sulla cosiddetta libertà di panorama come in altri Paesi. Per l’informazione le foto di edifici e piazze sono comuni; per usi commerciali, come pubblicità o merchandising, conviene verificare caso per caso.

Chiedere un permesso, passo per passo

Per servizi pianificati una richiesta ben fatta apre più porte di qualsiasi tessera.

1. Trovare l’ufficio giusto

Cercate sul sito l’ufficio stampa, comunicazione o riproduzioni. Nei musei statali le istruzioni sono spesso pubblicate nella sezione dedicata a stampa e riprese.

2. Descrivere il progetto

Indicate testata o committente, argomento, data, durata, attrezzatura e tipo di pubblicazione. Allegate la lettera d’incarico se lavorate per una redazione.

3. Rispettare le condizioni

Conservate l’autorizzazione, rispettate orari e limitazioni e citate il museo come richiesto. Un comportamento corretto rende più facile ottenere il permesso la volta successiva.

Comportamento e attrezzatura nei luoghi della cultura

Il rispetto per le opere e per gli altri visitatori viene prima della foto perfetta.

Flash, luci e stativi

Il flash può danneggiare opere sensibili alla luce ed è spesso vietato. Treppiedi, monopiedi e luci richiedono di norma un’autorizzazione, perché possono intralciare il pubblico o mettere a rischio le opere.

Distanze e sicurezza

Non toccate opere e allestimenti, rispettate le distanze indicate e seguite le indicazioni del personale di sala. In chiese e luoghi di culto evitate di fotografare durante le funzioni senza permesso.

Domande frequenti

Per uso personale, studio o libera manifestazione del pensiero senza scopo di lucro sì, secondo l’art. 108 del Codice dei beni culturali e le regole interne del museo: niente contatto, niente luci, niente treppiedi.

Per usi senza scopo di lucro la riproduzione è libera alle condizioni dell’art. 108; per usi commerciali può servire un’autorizzazione con canone.

Per finalità informative senza scopo di lucro la riproduzione è libera; per servizi commerciali o particolari contatta l’ufficio stampa o diritti del museo.

Per le riproduzioni libere dell’art. 108, negli istituti della cultura non si possono usare stativi o treppiedi.

Nei luoghi della cultura statali l’ingresso gratuito per giornalisti è legato alla tessera dell’Ordine. La tessera AIGI non dà questo diritto.

I droni sono soggetti a regole specifiche sul volo e ai regolamenti dei siti: verifica sempre prima.

Dipende dalle regole della galleria e dall’uso previsto. Per raccontare una mostra come notizia la riproduzione è di solito ammessa entro lo scopo informativo; per altri usi può servire il consenso dell’artista o dei titolari dei diritti.

L’uso pubblicitario o commerciale delle immagini di beni culturali pubblici richiede di norma un’autorizzazione e il pagamento di un canone all’ente che ha in consegna il bene. Verificate sempre prima della pubblicazione.

Il riconoscimento UNESCO non introduce di per sé regole fotografiche: valgono le norme del Codice dei beni culturali e i regolamenti di chi gestisce il sito, come musei, parchi archeologici o comuni.

Approfondimenti

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