Giornalismo come seconda attività: tessera stampa per chi pubblica accanto a un altro lavoro

Chi scrive, fotografa o realizza servizi accanto a un altro lavoro può richiedere la tessera AIGI, purché pubblichi con regolarità. Non serve che il giornalismo sia l’attività principale né che sia retribuito. Chi vuole iscriversi all’Ordine come pubblicista può farlo anche esercitando un’altra professione, se ha due anni di attività retribuita documentata.

Insegnanti che scrivono di scuola, ingegneri che recensiscono tecnologia, medici che fanno divulgazione, impiegati che seguono lo sport locale: in Italia moltissimi fanno informazione accanto al proprio lavoro. Ecco cosa significa per la tessera e per l’Ordine.

Richiedi la tessera Pubblicista con un altro lavoro

In sintesi

  • Prezzo: 95 € per 12 mesi (150 € per 24, 180 € per 36 mesi)
  • Requisiti: 18+ e attività giornalistica regolare
  • Verifica: Controllo della domanda prima della stampa
  • Autenticità: Codice QR verificabile online
  • Spedizione: di norma 14–18 giorni lavorativi

Cosa chiediamo a chi fa giornalismo come seconda attività

Requisiti

  • Almeno 18 anni
  • Pubblicazioni regolari: per esempio almeno un articolo, servizio o episodio al mese
  • Contenuti informativi su una testata, un blog o un canale
  • Dichiarazione vincolante dell’attività nel modulo

Non chiediamo buste paga, contratti o fatture. In caso di dubbio ti chiediamo link a pubblicazioni recenti.

Perché ha senso

Chi fa giornalismo nel tempo libero ha spesso le stesse esigenze di un freelance: contattare uffici stampa, partecipare a conferenze, intervistare persone. Senza una redazione alle spalle, presentarsi in modo credibile è più difficile.

Una tessera verificabile con il QR, insieme ai link ai tuoi lavori, rende la richiesta più seria. La decisione su accrediti e interviste resta sempre a chi le concede.

Si può diventare pubblicista con un altro lavoro?

Sì: la legge lo prevede esplicitamente.

L’articolo 1 della legge 69/1963 definisce pubblicisti «coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi». L’elenco dei pubblicisti è quindi pensato proprio per chi fa giornalismo accanto a un altro lavoro. Servono due anni di attività documentata con articoli firmati e attestazioni dei direttori delle testate, oltre ai compensi minimi fissati dal tuo Ordine regionale.

CriterioLinee guida nazionali CNOG (2024)Esempio Ordine della Lombardia
PeriodoDue anni24 mesi
Articoli70 su quotidiani/online, 50 settimanali, 40 quindicinali, 20 mensili65 su quotidiani/online, 40 su periodici
CompensiAlmeno 1.000 € lordi l’annoAlmeno 2.000 € lordi nei due anni
AltroColloquio sulla deontologiaColloquio, documentazione bancaria dei compensi

I requisiti regionali possono differire: verifica sempre presso il tuo Ordine.

Organizzare il giornalismo accanto al lavoro

Scegli un ambito

Il tuo lavoro principale è un vantaggio: chi lavora in sanità, scuola, tecnologia o agricoltura conosce temi che molte redazioni faticano a coprire. Proponi articoli dove la tua competenza fa la differenza.

Pianifica le uscite

Una frequenza sostenibile vale più di picchi seguiti da mesi di silenzio. Concorda con la redazione un ritmo realistico, per esempio un pezzo ogni due settimane, e rispettalo.

Evita i conflitti di interesse

Non scrivere del tuo datore di lavoro, dei tuoi clienti o di prodotti che vendi senza dichiararlo. La credibilità è il capitale di chi fa informazione, a maggior ragione se non è il tuo unico mestiere.

Compensi, fisco e previdenza: cosa sapere

Compensi occasionali o partita IVA

I compensi per articoli possono essere percepiti in forme diverse, per esempio come prestazione occasionale o con partita IVA, a seconda della continuità e degli importi. Le regole fiscali dipendono dalla tua situazione complessiva: chiedi consiglio al tuo commercialista o all’Agenzia delle Entrate prima di iniziare.

Previdenza

Per i giornalisti autonomi, freelance e collaboratori coordinati e continuativi esiste l’INPGI, oggi fondazione di diritto privato; la previdenza dei giornalisti dipendenti è passata all’INPS dal 1° luglio 2022. Se e come devi iscriverti dipende dalla tua posizione: verifica direttamente con l’ente. La tessera AIGI non incide su questi obblighi.

Cosa la tessera non cambia

  • Non ti rende giornalista pubblicista o professionista
  • Non ti esonera da regole su privacy, diritto all’immagine e diritto d’autore
  • Non garantisce accrediti, ingressi o sconti
  • Non sostituisce la lettera d’incarico della testata
  • Non è un documento d’identità
  • Non crea obblighi fiscali né li toglie

Le regole per usarla bene: uso corretto della tessera. Le differenze con il tesserino dell’Ordine: tessera AIGI e tesserino dell’Ordine.

Come richiedere la tessera

1

Link ai lavori

Tieni pronti l’indicazione di dove pubblichi e due o tre link recenti, da inviare se te li chiediamo.

2

Modulo online

Dati, foto 2:3, durata di 12, 24 o 36 mesi, pagamento.

3

Verifica e consegna

Controllo prima della stampa, consegna in 14–18 giorni lavorativi.

Conflitti di interesse: tre esempi concreti

Chi ha un altro lavoro deve fare particolare attenzione a non mescolare i ruoli.

Scrivere del proprio datore di lavoro

Un dipendente di un’azienda che scrive di quell’azienda o dei suoi concorrenti non è un osservatore indipendente. Meglio evitare questi temi o dichiarare chiaramente il legame.

Professionisti e clienti

Un avvocato, un medico o un consulente che scrive di casi o soggetti con cui ha rapporti professionali rischia di confondere informazione e promozione. La trasparenza verso lettori e redazione è indispensabile.

Ruoli politici e associativi

Chi ricopre incarichi in partiti, enti o associazioni dovrebbe evitare di occuparsi come giornalista delle stesse attività, o almeno dichiarare il proprio ruolo.

Domande frequenti

Sì. Conta che tu svolga anche un’attività giornalistica regolare. Il lavoro principale non è un ostacolo.

Per la tessera AIGI no. Per iscriversi all’Ordine come pubblicista sì: l’attività deve essere retribuita secondo i criteri del tuo Ordine regionale.

La legge 69/1963 ammette i pubblicisti che esercitano altre professioni o impieghi. Eventuali limiti dipendono dalle regole del tuo datore di lavoro sulle attività extra: verifica prima con l’amministrazione.

Le linee guida nazionali indicano per esempio 70 articoli in due anni su quotidiani o testate online; la Lombardia ne chiede 65. Verifica il tuo Ordine regionale.

No. È una tessera stampa privata e non incide su tasse o contributi. Per domande fiscali rivolgiti al tuo commercialista o all’Agenzia delle Entrate.

Sì, descrivendola correttamente come tessera stampa AIGI, senza presentarla come iscrizione all’Ordine.

Dipende dal contratto e dal regolamento aziendale: alcuni prevedono comunicazioni o autorizzazioni per attività esterne, soprattutto nel pubblico impiego. Verificate le regole che vi riguardano prima di iniziare.

Non esiste una soglia fissa. Molti collaboratori dedicano poche ore a settimana a un articolo o a un servizio regolare. Conta la continuità: meglio un impegno piccolo ma costante che periodi intensi alternati a lunghe pause.

Approfondimenti

Diventare pubblicista

Requisiti e iscrizione all’albo.

Tessera per freelance

Per chi collabora con più testate.

Compensi

Quanto si guadagna con gli articoli.

Lavorare da freelance

Collaborazioni e tutele.

Requisiti

Cosa serve per la tessera.

Costo

95 € per 12 mesi.

Pubblichi con regolarità, anche come seconda attività? La tessera AIGI è una tessera stampa privata: 95 € per 12 mesi, senza quota associativa, solo dai 18 anni. Ogni domanda viene verificata; se la respingiamo, rimborsiamo l’intero importo. Annullamento gratuito fino all’inizio della produzione.