Testate online per diventare pubblicista: quali collaborazioni valgono per l’Ordine

Per diventare pubblicista valgono anche gli articoli pubblicati su testate online, a una condizione: la testata deve essere una testata giornalistica registrata, con direttore responsabile, e la collaborazione deve essere continuativa e retribuita per almeno due anni. Le linee guida del Consiglio nazionale dell’Ordine (2024) indicano almeno 70 articoli e 1.000 € lordi l’anno per quotidiani e testate online. Blog personali, pagine social e siti aziendali non contano.

Molti aspiranti pubblicisti scrivono per anni su siti che poi l’Ordine non riconosce. Qui spieghiamo come riconoscere una testata online «buona» per la pratica, come proporti, come documentare articoli e compensi e quali errori costano la domanda.

Requisiti per il pubblicista

In sintesi

  • Cosa vale: testate online registrate in tribunale, con direttore responsabile
  • Quanti articoli: almeno 70 in due anni (linee guida CNOG 2024)
  • Compensi: almeno 1.000 € lordi l’anno, documentati
  • Cosa non vale: blog personali, social, siti aziendali, comunicati
  • Chi decide: l’Ordine regionale, con regole proprie

Come riconoscere una testata online valida

Prima di proporre una collaborazione controlla questi elementi, di solito indicati nel colophon o nelle note legali del sito.

Registrazione in tribunale

Le testate giornalistiche sono registrate presso la cancelleria del tribunale (legge 47/1948, art. 5), anche quando sono solo online. Nel colophon trovi numero e data di registrazione: se mancano, chiedi alla redazione prima di iniziare.

Direttore responsabile

Ogni testata registrata ha un direttore responsabile, di regola iscritto all’albo. È lui che firma la dichiarazione sulla tua collaborazione che l’Ordine richiede per la domanda.

Periodicità e redazione

Un quotidiano online pubblica ogni giorno con una redazione riconoscibile. Un sito aggiornato di rado, senza nomi e senza contatti, difficilmente supera l’esame dell’Ordine.

Cosa conta e cosa no: tabella pratica

Le situazioni più frequenti, con l’esito tipico in sede di istruttoria.

Dove pubblichiVale per l’Ordine?Perché
Quotidiano online registrato, articoli firmati e pagatiSìtestata registrata, direttore, compensi tracciabili
Versione online di un giornale cartaceoSìstessa testata, stesse regole
Sito di informazione locale registratoSìse la collaborazione è continuativa e retribuita
Rivista di settore online registrataSì, con le soglie dei periodiciil conteggio segue la periodicità dichiarata
Blog personale o sito proprioNonon è una testata registrata, non c’è direttore responsabile
Articoli gratuiti su testata registrataNomanca la retribuzione richiesta dalla legge
Comunicati e contenuti per aziendeNoè comunicazione, non attività giornalistica
Post e video sui socialNonon sono testate, anche con molti follower

Esiti indicativi secondo la legge 69/1963 e le linee guida CNOG; la valutazione finale spetta sempre al Consiglio dell’Ordine regionale.

Come proporre una collaborazione a una testata online

Le redazioni online cercano collaboratori affidabili su temi precisi, non «scrittori di tutto».

1

Scegli un ambito e una zona

Cronaca locale, sport, cultura, economia del territorio: un ambito definito rende la tua proposta credibile e ti permette di accumulare articoli con continuità.

2

Proponi idee concrete

Scrivi al caporedattore con due o tre proposte di articoli già impostate e un paio di esempi di cose che hai scritto, anche per un blog o una testata universitaria.

3

Chiedi subito compenso e regole

Chiarisci che punti all’iscrizione come pubblicista: concordate un compenso per articolo, i tempi di pagamento e la disponibilità del direttore a certificare la collaborazione.

4

Pubblica con regolarità

Meglio tre articoli al mese per due anni che trenta in un mese e poi nulla: l’Ordine verifica la continuità, non solo il totale.

Documentare articoli e compensi fin dal primo pezzo

La domanda all’Ordine si costruisce lungo il biennio, non alla fine.

Archivio degli articoli

Salva ogni articolo come PDF con URL, data e firma visibili, e tieni un foglio di calcolo con titolo, data, testata e compenso. Le pagine online cambiano o spariscono: lo screenshot con la data ti protegge.

Prove dei pagamenti

Conserva ricevute, fatture, bonifici e la certificazione dei compensi. Compensi occasionali con ritenuta d’acconto, cessione dei diritti d’autore o fattura: la forma può variare, ma il pagamento deve essere tracciabile e riferito agli articoli.

Dichiarazione del direttore

Chiedi la certificazione quando hai raggiunto i requisiti, con l’indicazione del periodo, della frequenza e del carattere retribuito della collaborazione. Se la testata chiude, chiedila subito.

Più testate insieme

Molti Ordini accettano la somma di collaborazioni con più testate, purché ciascuna sia documentata. Verifica le regole del tuo Ordine regionale prima di contare.

Gli errori che fanno perdere il biennio

Tre situazioni che vediamo spesso tra chi ci scrive.

Scrivere gratis «per farsi conoscere»

Due anni di articoli non pagati non valgono nulla per l’Ordine. Anche un compenso modesto, ma documentato, è meglio di cento pezzi gratuiti.

Scoprire tardi che la testata non è registrata

Chiedi gli estremi di registrazione prima di iniziare. Molti siti di informazione sono progetti editoriali validi, ma non testate giornalistiche in senso giuridico.

Confondere visibilità e attività giornalistica

Follower e visualizzazioni non sostituiscono la testata. Chi lavora sui social può usarli per trovare collaborazioni, ma per l’Ordine contano gli articoli pubblicati su testate registrate.

Nel frattempo: la tessera AIGI per chi pubblica online

Mentre costruisci i requisiti per l’Ordine, puoi documentare la tua attività informativa con una tessera stampa privata.

Cosa fa

  • Documenta che pubblichi con regolarità contenuti informativi, anche online
  • Codice QR con pagina di verifica, utile verso uffici stampa e organizzatori
  • Verifica della domanda prima della stampa, rimborso se respinta

Cosa non fa

  • Non conta per l’Ordine e non dà il titolo di giornalista
  • Non sostituisce la testata registrata né la dichiarazione del direttore
  • Non garantisce accrediti, ingressi o sconti

Testate online e iscrizione: tre esempi concreti

Casi tipici che arrivano agli Ordini regionali, raccontati in forma anonima.

Il collaboratore del quotidiano online locale

Scrive tre articoli a settimana per un quotidiano online registrato, pagato a pezzo con ricevuta. Dopo due anni ha 250 articoli e compensi documentati: la domanda viene accolta senza problemi.

Il blogger di successo

Pubblica da anni su un blog personale con migliaia di lettori, ma senza registrazione né direttore responsabile. L’Ordine non può considerare l’attività: deve iniziare una collaborazione con una testata registrata e ripartire da zero con il conteggio.

La redattrice di un sito aziendale

Scrive ogni giorno per il magazine online di un’azienda. È lavoro di comunicazione, non giornalistico: non vale per l’Ordine, anche se i testi sono di qualità.

Checklist prima di iniziare una collaborazione

Cinque controlli che ti evitano brutte sorprese alla fine del biennio.

1. Registrazione

Chiedi gli estremi di registrazione in tribunale e verifica che compaiano nel colophon.

2. Direttore responsabile

Chiedi chi è e se è disponibile a certificare la collaborazione quando servirà.

3. Compenso scritto

Concorda per iscritto compenso per articolo, forma di pagamento e tempi.

4. Frequenza

Stabilisci un ritmo realistico e costante, almeno due o tre pezzi al mese.

5. Archivio

Prepara da subito la cartella con PDF degli articoli, ricevute e foglio di calcolo.

Domande frequenti

No. Un blog personale non è una testata registrata e non ha un direttore responsabile. Può però aiutarti a farti notare e a ottenere collaborazioni con testate che valgono.

Cerca nel colophon o nelle note legali numero e data di registrazione presso il tribunale e il nome del direttore responsabile. In caso di dubbio chiedi direttamente alla redazione.

Solo se la testata è registrata e la collaborazione è retribuita. Molte testate universitarie sono registrate ma non pagano: in quel caso sono utili per il portfolio, non per l’Ordine.

La legge non fissa un importo per articolo. Le linee guida CNOG chiedono almeno 1.000 € lordi l’anno complessivi; alcuni Ordini regionali, come la Lombardia, almeno 2.000 € nel biennio.

Per l’Ordine gli articoli devono essere firmati o comunque attribuibili a te con certezza. Meglio firmare con il nome reale o far certificare dal direttore l’uso dello pseudonimo.

Dipende dall’Ordine regionale e dalla documentazione. In generale l’Ordine valuta testate giornalistiche vere e proprie; per casi particolari conviene chiedere prima all’Ordine.

Può aiutarti a presentarti in modo ordinato, con un documento verificabile, ma la decisione di collaborare spetta sempre alla redazione.

No, non esiste un elenco nazionale. L’Ordine regionale valuta caso per caso la registrazione della testata, la presenza del direttore responsabile e la natura della collaborazione. In caso di dubbio puoi chiedere all’Ordine prima di iniziare.

Approfondimenti

Iscrizione all’Ordine dei giornalisti

Requisiti, documenti, costi e tempi per pubblicisti e professionisti.

Tessera stampa per blogger

Quando un blog è informazione e come presentarsi agli uffici stampa.

Compensi dei giornalisti

Equo compenso, tariffe e come farsi pagare.

Pubblichi online con regolarità e vuoi un documento verificabile mentre costruisci i requisiti per l’Ordine? La tessera AIGI costa 95 € per 12 mesi, senza quota associativa, solo dai 18 anni. Non è il tesserino dell’Ordine e non dà il titolo di giornalista.