Privacy e giornalismo: le regole per chi pubblica notizie in Italia

Chi tratta dati personali per finalità giornalistiche può farlo anche senza consenso, ma nel rispetto delle regole deontologiche approvate dal Garante e del limite dell’essenzialità dell’informazione su fatti di interesse pubblico (Codice privacy, artt. 136–139). Le regole valgono per professionisti, pubblicisti, praticanti e per chiunque eserciti attività pubblicistica, anche occasionalmente.

Blog, podcast, video, articoli: chi informa maneggia nomi, volti e storie di persone reali. Questa guida riassume il quadro normativo e i principi pratici da applicare ogni giorno. Non è una consulenza legale.

I principi chiave

In sintesi

  • Norme: Codice privacy artt. 136–139, GDPR art. 85
  • Regole deontologiche: Garante, G.U. n. 3 del 4.1.2019
  • A chi si applicano: anche a chi pubblica occasionalmente
  • Principio chiave: essenzialità dell’informazione
  • Sanzioni disciplinari: solo per gli iscritti all’albo

Il quadro normativo

Il Codice privacy

L’articolo 136 del Codice in materia di protezione dei dati personali applica le disposizioni sul giornalismo all’esercizio della professione di giornalista, ai pubblicisti e praticanti e al trattamento finalizzato esclusivamente alla pubblicazione o diffusione, anche occasionale, di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero. L’articolo 137 consente il trattamento anche senza consenso, nel rispetto delle regole deontologiche e del limite dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico.

Le regole deontologiche

Le «Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica», adottate il 29 novembre 2018 e pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 4 gennaio 2019, si applicano ai giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti e a chiunque altro, anche occasionalmente, eserciti attività pubblicistica. Le sanzioni disciplinari si applicano solo agli iscritti all’albo.

I principi chiave da applicare

Essenzialità

Pubblica solo i dati personali essenziali per raccontare il fatto. Nome, volto, indirizzo, dettagli familiari: ognuno deve servire alla notizia.

Interesse pubblico

La giustificazione del trattamento è l’interesse pubblico del fatto, non la curiosità. Le persone note hanno una tutela ridotta per gli aspetti legati al loro ruolo pubblico.

Dignità

Anche quando un fatto è di interesse pubblico, non pubblicare dettagli che ledono la dignità delle persone, in particolare di vittime e persone vulnerabili.

I casi più delicati

SituazioneIndicazione
MinoriMassima tutela: in genere non renderli identificabili, nemmeno indirettamente
SaluteDati sanitari solo se essenziali e mai in modo lesivo
Vittime di reatiRispetto della dignità; attenzione a dettagli che le rendano riconoscibili
Persone fermate o indagatePresunzione di innocenza; immagini in manette solo se essenziali
Persone non note riprese per stradaValutare essenzialità e regole sul ritratto

Indicazioni generali basate sui principi del Codice privacy e delle regole deontologiche.

Fonti, archivi e sicurezza dei dati

Proteggere le fonti

Chi fa informazione raccoglie dati riservati: contatti, registrazioni, documenti. Conservali in modo sicuro, con accessi protetti e backup cifrati, e condividili solo quando strettamente necessario.

Archivi online

Le notizie restano online a lungo. Quando una vicenda si evolve, per esempio con un’assoluzione, valuta aggiornamenti o integrazioni dell’articolo. Le richieste di intervento su vecchi articoli vanno valutate con attenzione, bilanciando informazione e diritti delle persone.

Immagini e diritto all’immagine

Per foto e video valgono anche le regole della legge sul diritto d’autore sul ritratto: consenso come regola (art. 96), con eccezioni per notorietà, fatti di interesse pubblico o avvenuti in pubblico (art. 97), mai se lesive di onore o decoro. Approfondimento: diritto all’immagine.

Checklist prima di pubblicare

  • Il dato personale è essenziale per la notizia?
  • Il fatto è di interesse pubblico?
  • Ci sono minori, vittime o persone vulnerabili?
  • La persona è identificabile anche indirettamente?
  • Ho verificato le informazioni con più fonti?
  • La pubblicazione rispetta la dignità delle persone coinvolte?

Cronaca giudiziaria: nomi, indagati e vittime

È l’ambito in cui gli errori pesano di più, per le persone coinvolte e per chi scrive.

Presunzione di innocenza

Una persona indagata o imputata non è colpevole fino a sentenza definitiva. Usate un linguaggio preciso, riportate anche la versione della difesa quando possibile e aggiornate la notizia in caso di archiviazione o assoluzione.

Vittime e familiari

Evitate dettagli che non servono a capire il fatto, soprattutto su salute, vita sessuale e condizioni personali. Rispettate la volontà di chi non vuole parlare e non insistete con familiari in lutto.

Atti e intercettazioni

Pubblicare atti giudiziari richiede attenzione ai limiti di legge e all’essenzialità: riportate solo le parti rilevanti per l’interesse pubblico e non esponete terzi estranei alle indagini.

Dati particolari: salute, orientamento, origine

Alcune categorie di dati richiedono una cautela supplementare.

Salute

Le informazioni sulla salute vanno pubblicate solo se essenziali e mai in modo da ledere la dignità della persona. Per i personaggi pubblici conta il legame con il ruolo pubblico.

Vita sessuale e orientamento

Non rivelate orientamento sessuale o vita intima di una persona se non è essenziale per la notizia e se non è stata la persona stessa a renderli pubblici.

Origine e religione

Indicare nazionalità, origine etnica o religione di una persona coinvolta in un fatto di cronaca è giustificato solo se rilevante per capire la notizia, per evitare generalizzazioni e discriminazioni.

Rettifiche, aggiornamenti e richieste di cancellazione

Gestire bene gli errori e le richieste fa parte del lavoro giornalistico.

Rettificare in modo visibile

Se avete pubblicato un’informazione sbagliata, correggetela in modo chiaro e indicate la modifica. Una rettifica tempestiva tutela i lettori e riduce il rischio di contestazioni.

Aggiornare le notizie datate

Per le notizie giudiziarie rimaste online valutate un aggiornamento quando il procedimento si conclude. Un articolo fermo all’arresto, senza notizia dell’assoluzione, può danneggiare gravemente una persona.

Richieste di cancellazione

Le richieste legate al diritto all’oblio vanno valutate caso per caso con il direttore responsabile, bilanciando interesse pubblico attuale, tempo trascorso e ruolo della persona. Spesso la soluzione è la deindicizzazione o l’aggiornamento, non la cancellazione.

Sicurezza digitale per chi fa informazione

Proteggere i dati di fonti e interlocutori è un obbligo deontologico e una questione di fiducia.

Dispositivi e account

Usate password diverse e robuste, l’autenticazione a due fattori e la cifratura dei dispositivi. Aggiornate regolarmente sistema e applicazioni.

Comunicazioni con le fonti

Per contatti sensibili preferite applicazioni con cifratura end-to-end e limitate i dati che conservate. Ciò che non salvate non può essere sottratto.

Interviste, registrazioni e consenso

Il rapporto con chi accetta di parlare con voi si basa sulla chiarezza.

Dichiararsi

Presentatevi come giornalisti o come persone che fanno informazione e dite per chi lavorate. Le regole deontologiche ammettono eccezioni solo quando dichiararsi renderebbe impossibile raccogliere notizie di rilevante interesse pubblico.

Registrare

Avvisate l’interlocutore se registrate o filmate l’intervista. Conservate le registrazioni in modo sicuro e solo per il tempo necessario al lavoro giornalistico.

Citare fedelmente

Riportate le dichiarazioni senza alterarne il senso. Se una persona chiede di parlare in forma anonima o fuori registrazione, rispettate l’accordo preso.

Domande frequenti

Sì, se pubblica contenuti informativi: le regole deontologiche valgono per chiunque eserciti attività pubblicistica, anche occasionalmente.

Non necessariamente: per finalità giornalistiche il trattamento è ammesso senza consenso, nel rispetto delle regole deontologiche e dell’essenzialità dell’informazione.

Se essenziale e di interesse pubblico può essere lecito, ma va rispettata la presunzione di innocenza e la dignità della persona. Valuta sempre caso per caso.

Evitando di renderli identificabili, anche indirettamente tramite dettagli su famiglia, scuola o luogo.

Le sanzioni disciplinari riguardano solo gli iscritti; le regole privacy e le relative sanzioni del Garante valgono per tutti.

Sul sito del Garante per la protezione dei dati personali.

Dipende dal caso e dall’interesse pubblico. Molte redazioni attendono che i familiari siano stati informati e valutano se il nome aggiunge davvero qualcosa alla notizia. Dettagli sulla salute o immagini crude vanno sempre evitati.

Sì. Post, storie e video pubblicati da una testata o da chi fa informazione sui social sono soggetti alle stesse regole di essenzialità, dignità e tutela dei minori valide per gli articoli.

Non è un obbligo di legge. Alcune testate lo consentono per verificare dati tecnici, ma la scelta editoriale resta della redazione. Se promettete una rilettura, mantenete l’impegno.

Sì, nei limiti necessari all’attività giornalistica e con misure di sicurezza adeguate. Riducete al minimo i dati conservati e proteggete in modo particolare quelli che possono identificare fonti riservate.

Approfondimenti

Diritto all’immagine

Foto di persone.

Accesso civico

Dati dalla PA.

Polizia e autorità

Riprese durante gli interventi.

Blogger

Regole per chi pubblica online.

Uso corretto

Regole per la tessera.

Tutte le guide

Altri approfondimenti.

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