Come diventare giornalista in Italia: percorsi, studi e primi passi

In Italia si diventa giornalista iscrivendosi all’albo dell’Ordine: come pubblicista, dopo due anni di collaborazioni retribuite documentate, oppure come professionista, dopo 18 mesi di praticantato o una scuola riconosciuta e l’esame di Stato. Non serve una laurea per iniziare: servono pubblicazioni regolari, verificate e documentate.

Questa guida mette in fila le strade possibili, le competenze che contano davvero, come trovare le prime collaborazioni e quali errori evitare. Per i dettagli tecnici rimandiamo alle guide su pubblicisti e professionisti.

I percorsi a confronto

In sintesi

  • Pubblicista: 2 anni di attività retribuita, nessun esame
  • Professionista: praticantato o scuola + esame
  • Laurea: non obbligatoria per iniziare
  • Scuole riconosciute: 11 in Italia
  • Primo passo: pubblicare con regolarità

I percorsi per diventare giornalista a confronto

PercorsoCome funzionaDurata indicativaPer chi è adatto
PubblicistaCollaborazioni retribuite con testate, poi domanda all’Ordine regionale e colloquioDue anniChi vuole iniziare accanto a studio o lavoro
Praticantato in redazioneAssunzione o incarico come praticante, corso di formazione, esame18 mesi + esameChi entra in una redazione strutturata
Scuola riconosciutaBiennio in una delle 11 scuole o master riconosciuti, poi esameDue anni + esameChi vuole una formazione intensiva
Da pubblicista a professionistaPraticantato riconosciuto e esameVariabileChi già scrive e vuole farne il mestiere principale

Fonti: legge 69/1963; FAQ e linee guida del Consiglio nazionale dell’Ordine.

Che studi servono per diventare giornalista

La laurea non è obbligatoria

La legge non richiede un titolo di studio per iscriversi come pubblicista o per iniziare il praticantato in redazione. In pratica molti giornalisti hanno una laurea, non necessariamente in comunicazione: economia, giurisprudenza, scienze politiche, lettere, materie scientifiche. Una competenza specifica è spesso un vantaggio, perché permette di raccontare con precisione temi complessi.

Scuole e master riconosciuti

L’Ordine riconosce undici scuole e master di giornalismo, il cui biennio vale come praticantato: tra le sedi Milano, Roma, Torino, Bologna, Napoli, Bari, Perugia e Urbino. Sono percorsi selettivi, spesso post-laurea, con prove di ammissione.

Elenco delle scuole

Le competenze che contano davvero

Verificare

Distinguere fatti, opinioni e voci; controllare con almeno due fonti indipendenti; correggere gli errori in modo trasparente. È la competenza che distingue il giornalismo da tutto il resto.

Scrivere e raccontare

Testi chiari, titoli precisi, attacchi che vanno al punto. Oggi anche video, audio e grafici: saper adattare una notizia a formati diversi aumenta le opportunità.

Conoscere le regole

Deontologia, diffamazione, privacy, diritto all’immagine e diritto d’autore. Le regole deontologiche sul trattamento dei dati valgono anche per chi pubblica occasionalmente.

Primi passi: come trovare le prime collaborazioni

1

Scelga un ambito

Cronaca locale, sport, cultura, tecnologia, economia: un tema che conosce La rende più credibile.

2

Proponga idee

Scriva alla redazione con due o tre proposte concrete: titolo, sintesi, fonti, tempi.

3

Pubblichi con regolarità

Meglio un pezzo breve a settimana che un lungo articolo ogni tanto.

4

Documenti tutto

Link, date, compensi, attestazioni: Le serviranno per l’Ordine.

Molti iniziano da testate online locali o di settore, giornali universitari, radio e podcast. Attenzione alle offerte che chiedono denaro per pubblicare o per «farti diventare pubblicista»: nel giornalismo è chi scrive a essere pagato, non il contrario. Guida al lavoro autonomo: giornalisti freelance.

Specializzazioni: sport, fotografia, video e altro

Giornalismo sportivo

Uno dei settori più richiesti. Si comincia dallo sport locale; per gli stadi di Serie A serve in genere il tesserino dell’Ordine.

Giornalista sportivo

Fotogiornalismo

Fotografie con crediti su testate, poi accrediti con lettera d’incarico. Anche i fotoreporter possono iscriversi come pubblicisti.

Fotoreporter

Video, podcast, online

Nuovi formati, stesse regole: verifica, separazione tra informazione e pubblicità, rispetto delle persone.

Content creator

Quanto si guadagna e come ci si tutela

Compensi

I compensi variano molto tra dipendenti e collaboratori. Per i collaboratori la legge 233/2012 ha introdotto il principio dell’equo compenso per i giornalisti iscritti all’albo; a febbraio 2026 FNSI, Ordine e INPGI hanno presentato una proposta comune con valori tra 130 e 170 euro al giorno, ancora in discussione.

Compensi dei giornalisti

Tutele

Chieda incarichi scritti, conservi le prove dei pagamenti, si informi sulla Sua posizione previdenziale (INPGI per autonomi e collaboratori) e fiscale. Per gli aspetti fiscali si rivolga a un commercialista; per quelli previdenziali agli enti.

Serve una tessera per iniziare?

No, per scrivere non serve

La libertà di stampa vale per tutti (articolo 21 della Costituzione): per scrivere e pubblicare non serve alcuna tessera. L’esercizio continuativo e retribuito della professione richiede invece l’iscrizione all’albo.

Quando la tessera AIGI può aiutare

Se pubblica già con regolarità, la tessera AIGI La aiuta a presentarsi a uffici stampa e organizzatori in modo verificabile, mentre costruisce il percorso verso l’Ordine. Non dà il titolo di giornalista. Dettagli: requisiti e differenze con il tesserino dell’Ordine.

Il mestiere oggi: cosa è cambiato

Il giornalismo è cambiato molto negli ultimi anni; chi inizia ora deve tenerne conto.

Più formati

Lo stesso tema può diventare articolo, video, podcast o newsletter. Saper lavorare con più formati, almeno a un livello di base, è un vantaggio concreto.

Dati e verifica

Con l’aumento della disinformazione, verificare fonti, immagini e numeri è diventata una competenza centrale. Strumenti di verifica e analisi dei dati sono sempre più richiesti.

Rapporto con il pubblico

Commenti, social e newsletter hanno reso il rapporto con i lettori più diretto. Ascoltare il pubblico aiuta a trovare storie, senza rinunciare all’indipendenza.

Un piano per il primo anno

Diventare giornalista è un percorso lungo: suddividerlo in tappe concrete aiuta a non perdere la direzione.

Primi tre mesi

Scelga un ambito, legga ogni giorno le testate che lo coprono e scriva i primi pezzi, anche per un blog o una testata scolastica o universitaria. Impari le basi: verifica, struttura dell’articolo, titolazione.

Dal quarto al sesto mese

Proponga idee precise a testate locali o di settore. Punti a una collaborazione regolare, anche piccola, e chieda fin da subito compensi documentati.

Dal settimo al nono mese

Consolidi la collaborazione, ampli i contatti con uffici stampa e fonti e costruisca un portfolio online. Si informi presso l’Ordine regionale sui requisiti per l’iscrizione come pubblicista.

Fine anno

Faccia il punto: quanti pezzi ha pubblicato, quanto sono stati pagati, quali temi funzionano. Decida se puntare all’iscrizione come pubblicista, a una scuola riconosciuta o al praticantato.

Errori da evitare all’inizio

Molti aspiranti giornalisti perdono tempo per gli stessi motivi.

Scrivere gratis troppo a lungo

Qualche pezzo gratuito per farsi conoscere può capitare, ma per l’Ordine contano gli articoli retribuiti. Chieda un compenso, anche modesto, il prima possibile.

Essere generici

«Scrivo di tutto» non convince nessuna redazione. Un ambito preciso La rende riconoscibile e Le permette di accumulare competenze e fonti.

Trascurare la documentazione

Senza copie degli articoli, prove dei pagamenti e dichiarazioni dei direttori è difficile dimostrare l’attività. Archivi tutto fin dal primo pezzo: i passaggi completi sono nella guida all’iscrizione all’Ordine dei giornalisti.

Domande frequenti

Iscrivendosi all’albo dell’Ordine: come pubblicista dopo due anni di collaborazioni retribuite documentate, o come professionista dopo praticantato o scuola riconosciuta ed esame di Stato.

No, non è obbligatoria per iniziare né per diventare pubblicista. Molte scuole riconosciute sono però master post-laurea.

Almeno due anni per l’elenco dei pubblicisti; per i professionisti 18 mesi di praticantato o due anni di scuola più l’esame.

Sì. La legge non fissa limiti massimi di età; molti diventano pubblicisti accanto a un altro lavoro, mettendo a frutto le proprie competenze.

Non esiste un percorso obbligatorio. Comunicazione, lettere, scienze politiche ed economia sono scelte frequenti; conta molto anche la pratica di scrittura e pubblicazione.

Sì, occasionalmente: la Cassazione ha ricordato che ogni cittadino può svolgere episodicamente attività giornalistica. L’esercizio continuativo e retribuito richiede l’iscrizione all’albo.

Partendo dallo sport locale, collaborando con testate e iscrivendosi all’Ordine: per gli stadi di Serie A il tesserino dell’Ordine è di norma necessario.

Sì. Le testate online registrate valgono come quelle cartacee per l’iscrizione all’Ordine, purché siano rispettati i requisiti su continuità e retribuzione. Blog personali e social, da soli, di norma non bastano.

Non ci sono limiti massimi di età per iscriversi all’Ordine. Per la tessera AIGI serve la maggiore età. Molte persone iniziano a scrivere con regolarità dopo un primo percorso professionale diverso.

Più che un titolo specifico contano cultura generale, conoscenza dell’attualità, scrittura e nozioni di diritto e deontologia. Molti giornalisti hanno studi in lettere, scienze politiche, giurisprudenza o economia, ma anche lauree scientifiche sono molto apprezzate nelle redazioni specializzate. Un confronto tra i percorsi è nella guida che università fare per diventare giornalista.

Si svolge a Roma in due sessioni l’anno, con prove scritte (sintesi, quiz, articolo) e una prova orale, dopo il praticantato o la scuola riconosciuta. Tutti i dettagli nella guida all’esame di giornalismo.

Approfondimenti

Giornalista pubblicista

Requisiti e iscrizione.

Giornalista professionista

Praticantato ed esame.

Giornalisti freelance

Lavorare in autonomia.

Scuole di giornalismo

Le scuole riconosciute.

Giornalista sportivo

Percorsi e accrediti.

Studenti

Iniziare durante gli studi.

Pubblica già con regolarità e vuole presentarsi in modo verificabile? La tessera AIGI costa 95 € per 12 mesi, senza quote associative, solo dai 18 anni. Ogni domanda viene verificata; non sostituisce il tesserino dell’Ordine.