Giornalista pubblicista: cos’è, requisiti e come iscriversi all’albo

Il giornalista pubblicista è chi svolge attività giornalistica non occasionale e retribuita, anche se esercita altre professioni, ed è iscritto nell’elenco dei pubblicisti dell’albo (legge 69/1963, art. 1). Per iscriversi servono di norma due anni di collaborazioni documentate: le linee guida nazionali indicano per esempio 70 articoli su quotidiani o testate online e almeno 1.000 euro lordi l’anno.

Questa guida spiega il significato del termine, i requisiti nazionali e regionali, i passaggi dell’iscrizione, i costi, i vantaggi del tesserino da pubblicista e le differenze con il giornalista professionista. Tutte le informazioni rimandano alle fonti ufficiali.

Requisiti in sintesi

In sintesi

  • Base legale: legge 69/1963, art. 1 e 35
  • Durata: due anni di attività documentata
  • Articoli (linee guida CNOG): 70 quotidiano/online, 50 settimanale, 40 quindicinale, 20 mensile
  • Compensi: almeno 1.000 € lordi annui (CNOG)
  • Esame: nessun esame di Stato; colloquio deontologico

Giornalista pubblicista: significato

La definizione di legge

L’articolo 1 della legge 3 febbraio 1963, n. 69 divide l’albo dei giornalisti in due elenchi: professionisti e pubblicisti. Sono professionisti coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione; sono pubblicisti «coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi».

In parole semplici: il pubblicista fa giornalismo con regolarità ed è pagato per farlo, ma può avere anche un altro lavoro.

Cosa può fare un pubblicista

Il pubblicista è a tutti gli effetti un giornalista iscritto all’Ordine: può usare il titolo, collaborare con testate, chiedere accrediti riservati agli iscritti e, nei luoghi della cultura statali, entrare gratis esibendo la tessera dell’Ordine. È soggetto alle stesse regole deontologiche e alla formazione continua obbligatoria.

Per diventare professionista deve invece seguire il percorso del praticantato e sostenere l’esame di idoneità.

Requisiti per diventare pubblicista

La legge fissa il principio; numeri e compensi li stabiliscono il Consiglio nazionale e gli Ordini regionali.

RequisitoLinee guida CNOG (30.01.2024)Esempio: Ordine della Lombardia
Periodo di attivitàDue anni24 mesi
Articoli su quotidiani o onlineAlmeno 70Almeno 65
Articoli su settimanaliAlmeno 5040 su periodici
Articoli su quindicinali / mensili40 / 20compresi nei periodici
Radio e TVsecondo le linee guida50 servizi
CompensiAlmeno 1.000 € lordi annuiAlmeno 2.000 € lordi nei due anni, tracciabili
DocumentiArticoli, attestazione del direttore, documentazione fiscaleAttestazione del direttore, documentazione bancaria
ColloquioSulla deontologiaSì

Il Consiglio nazionale ricorda che la legge non fissa un numero di articoli né un importo minimo: i criteri variano per regione. Verifichi sempre il regolamento del Suo Ordine.

Come diventare pubblicista, passo dopo passo

1

Trovi una testata

Proponga collaborazioni a quotidiani, periodici o testate online registrate, con un direttore responsabile che possa attestare il Suo lavoro.

2

Pubblichi con regolarità

Raggiunga il numero di articoli richiesto in due anni, firmati e pubblicati con continuità.

3

Si faccia pagare in modo tracciabile

Compensi documentati con ricevute o fatture e pagamenti tracciabili.

4

Presenti la domanda

Domanda all’Ordine regionale con articoli, attestazione del direttore, prove dei compensi, poi colloquio.

Testate online per diventare pubblicista. Molti iniziano con testate online locali o di settore. Prima di collaborare verifichi che la testata sia registrata, che abbia un direttore responsabile disposto ad attestare la collaborazione e che i compensi siano pagati in modo tracciabile. Diffidi di chi chiede denaro per «farti diventare pubblicista»: i compensi devono andare a Lei, non il contrario.

Quanto costa iscriversi come pubblicista

Esempio: Lombardia

  • Marca da bollo: 16 €
  • Tassa di ammissione: 150 €
  • Quota associativa: 100 €
  • Tesserino: 40 € (spedizione +15 €)
  • Tassa di concessione governativa: 168 €

Fonte: Ordine dei giornalisti della Lombardia, consultato il 04.10.2026.

Costi ricorrenti

La quota annuale va pagata ogni anno per restare iscritti. La formazione continua richiede 60 crediti ogni tre anni, di cui almeno 20 deontologici: molti corsi sono gratuiti, ma il tempo va messo in conto. Gli importi cambiano da regione a regione: l’Ordine del Lazio, per esempio, indica 35 euro per un nuovo tesserino.

Confronto con la tessera AIGI

Vantaggi del tesserino da pubblicista

Cosa ottiene

  • Il titolo di giornalista pubblicista, tutelato dalla legge
  • Accesso agli accrediti riservati agli iscritti: per esempio Quirinale e molti stadi di Serie A
  • Ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali con la tessera dell’Ordine (circolare MiC 113/2025)
  • Possibilità di aderire ai sindacati dei giornalisti e alla FNSI

Cosa comporta

  • Quote annuali e tasse di iscrizione
  • Formazione continua obbligatoria
  • Rispetto delle regole deontologiche e del potere disciplinare
  • Iscrizione previdenziale secondo la Sua posizione (INPGI per autonomi e collaboratori)

Vantaggi e limiti di una tessera privata: vantaggi della tessera AIGI.

Differenza tra giornalista pubblicista e professionista

AspettoPubblicistaProfessionista
AttivitàNon occasionale e retribuita, anche accanto ad altri lavoriEsclusiva e continuativa
AccessoDue anni di collaborazioni documentatePraticantato di 18 mesi o scuola riconosciuta
EsameNo (colloquio)Esame di idoneità professionale a Roma
Età minimaMaggiore età21 anni
TitoloGiornalista pubblicistaGiornalista professionista

Il percorso da professionista è spiegato in giornalista professionista: praticantato ed esame. Chi è pubblicista può passare al professionismo se ne ha i requisiti.

Come trovare una testata per il percorso da pubblicista

Il passaggio più difficile è spesso il primo: ottenere una collaborazione regolare e retribuita.

Testate locali

Quotidiani, settimanali e siti di informazione locali hanno bisogno di collaboratori che conoscano il territorio. Proponga la copertura di un comune, di un quartiere o di un tema specifico.

Riviste e siti di settore

Se ha competenze professionali, ad esempio in diritto, sanità, tecnologia o agricoltura, le testate specializzate possono essere la porta d’ingresso più naturale.

Verificare la testata

Si assicuri che la testata sia registrata, abbia un direttore responsabile e possa rilasciare la dichiarazione richiesta dall’Ordine. Chieda fin dall’inizio come saranno pagati e documentati gli articoli. Per le testate online legga la guida testate online per diventare pubblicista.

Fisco e previdenza per i pubblicisti

Gli aspetti amministrativi non sono un dettaglio: incidono anche sulla documentazione per l’Ordine.

Come vengono pagati gli articoli

A seconda dei casi i compensi possono essere pagati come prestazione occasionale, cessione di diritti d’autore o fattura con partita IVA. La scelta dipende dalla Sua situazione: la verifichi con un commercialista.

Previdenza

Dal 1° luglio 2022 la previdenza dei giornalisti dipendenti è passata all’INPS, mentre il lavoro autonomo giornalistico fa capo alla gestione separata dell’INPGI. Si informi su obblighi e soglie prima di iniziare a fatturare.

Domande frequenti

È il giornalista iscritto nell’elenco dei pubblicisti dell’albo: svolge attività giornalistica non occasionale e retribuita, anche se ha altri lavori (legge 69/1963, art. 1).

Le linee guida nazionali del 2024 indicano 70 articoli in due anni su quotidiani o testate online, 50 su settimanali, 40 su quindicinali e 20 su mensili. Alcuni Ordini regionali, come la Lombardia, hanno criteri propri.

Secondo le linee guida nazionali almeno 1.000 euro lordi l’anno; in Lombardia almeno 2.000 euro lordi nei due anni, con pagamenti tracciabili.

No, non c’è esame di Stato. Molti Ordini prevedono un colloquio sulla deontologia.

Sì, se la testata è registrata e il direttore attesta la collaborazione. Le linee guida contano quotidiani e testate online nella stessa categoria.

Dipende dalla regione. In Lombardia: bollo 16 €, tassa di ammissione 150 €, quota 100 €, tesserino 40 €, tassa di concessione governativa 168 €.

Sì, seguendo il percorso del praticantato o di una scuola riconosciuta e superando l’esame di idoneità professionale.

No, per l’elenco dei pubblicisti non è richiesto un titolo di studio.

In genere no: per l’iscrizione contano gli articoli pubblicati su testate giornalistiche. I comunicati e i testi di comunicazione aziendale non sono attività giornalistica.

Molti Ordini regionali accettano attività svolta per più testate, purché per ciascuna siano documentati articoli e compensi. Le regole precise variano: consulti il sito del Suo Ordine regionale.

In genere servono almeno due anni di attività giornalistica continuativa e retribuita prima di presentare la domanda, secondo le regole dell’Ordine. A questo si aggiungono i tempi di esame della pratica da parte dell’Ordine regionale.

Sì. Una volta iscritti, pubblicisti e professionisti devono seguire la formazione professionale continua prevista dall’Ordine, con un numero minimo di crediti nel triennio.

Nella guida all’iscrizione all’Ordine dei giornalisti: requisiti, documenti, costi per regione, tempi ed errori da evitare.

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